03 gennaio 2013

(PARENTESI NEL DIARIO MINIMO DA MIAMI - Lincoln, la schiavitù e il "fiscal cliff")

(Difficile capire l'Italia. Quando arrivi a Melfi ti chiedi cosa possa davvero accomunare quel territorio a Mirafiori. Quando guardi le acciaierie, prima di entrare a Piombino, ti chiedi se Piombino esista davvero o sia solo il porto per l'Elba. Io, all'Elba, non c'ho mai messo piede. Ma Piombino l'ho vista decine di volte, e non solo perché la amo. Una volta ogni tre o quattro anni ci mette piede anche qualche giornalista e, in un paio di giorni, disegna il suo reportage. Tu, che ci sei stato varie volte, che hai parlato con le persone, ti chiedi quale bravura nascosta abbia quel cronista milanese. Com'è che tu hai capito qualcosa di diverso? Com'è che tu, anzi, pensi che sia proprio complicato capirci qualcosa?

02 gennaio 2013

DIARIO MINIMO DA MIAMI - 14 - Fuggedaboutit!

Solo tre battute nell'espressione della sua faccia: "mi hanno fregato". Ci ha messo un po', il cameriere, a realizzare la situazione: mentre lui era tornato fuori, per portarci il conto al tavolo, Rachel era già in coda alla cassa e io mi ero solo spostato di qualche metro per riparare il nostro piccoletto dal vento che si era alzato per strada. Amico, hai davvero pensato che volessimo andarcene senza pagare la gazzosa? No, dico...
Magari qualcuno, prima di noi, ti ha davvero tirato il pacco e per questo tu ci hai servito anche un po' svogliatamente, a voler usare un eufemismo; ma da qui a pensare che noi... Ti sei accorto che quando il mio sguardo ha incrociato il tuo, ho capito che in quell'istante ci avevi dato dei ladri? Che nonostante io, vedendoti imbarazzato, ti avessi detto di non preoccuparti, perché ti capivo; tu, morso dal senso di colpa, te ne sei andato a cercare un palloncino da regalare al nostro piccoletto? Gesto apprezzato, però... Vabbé, lasciamo perdere, forget about it!

25 dicembre 2012

DIARIO MINIMO DA MIAMI - 13 - Last minute

"Regali dell'ultimo minuto, eh?". Sorrido alla vecchia signora che si è fermata a farmi la domanda e poi ha ripreso a tirare dritto per la corsia. Bingo, Madame. A quanto pare non sono l'unico che si è ridotto a dover cercare un regalo alle dieci di sera della vigilia di Natale.

23 dicembre 2012

DIARIO MINIMO DA MIAMI - 12 - A.K.A.

Lascia perdere i ricordi delle lezioni d'inglese. Gli stessi inglesi, per dire 2012, dicono twenty-twelve, mica partono con la litania del two thousand. E ancor di più gli americani, per i quali 1600 è sixteen hundred, cosa che forse non manderebbe in crisi un laureato della Normale di Pisa ma di sicuro qualche noto parlamentare molisano (e il calcolo dovrebbe essere essere semplice: quello per individuare il parlamentare, intendo).

20 dicembre 2012

DIARIO MINIMO DA MIAMI - 11 - "Merry Chrismukkah!"


Metto subito le mani avanti: il titolo di questo post l'ho rubato all'Economist di questa settimana. Christmas e Hanukkah insieme. La festa più significativa per i cristiani e una delle feste più importanti per gli ebrei: la Festa delle Luci, 8 giorni e un candelabro con 9 candele, la Menorah. Non ci provo nemmeno a spiegare come funzioni o quale sia il significato, ché poi sbaglierei in pieno. Vero è che Hannukah è finita da poco e che Natale sta per arrivare. 

16 dicembre 2012

DIARIO MINIMO DA MIAMI - 10 - La tragedia di Newtown

"Rendere ciascuno di noi indifeso non è la risposta per mettere fine a tragedie come quelle della scuola di Newtown". Per noi europei questa frase è incomprensibile. E quand'anche riuscissimo a comprenderla, difficilmente riusciremmo a condividerla. In genere, noi non pretendiamo un diritto all'autodifesa, pretendiamo che sia qualcun altro a difenderci.

13 dicembre 2012

DIARIO MINIMO DA MIAMI - 9 - New York State of Mind

12.12.12 Concerto per le vittime di Sandy. Le televisioni americane, stasera, ti riportano indietro di qualche decennio. La camicia di Roger Daltrey è rimasta aperta dal Live Aid, e i capelli ora sono proprio bianchi. Quanto al braccio di Pete Townshend, credo che possa perderlo se non la smette di rotearlo. Ma non è lo stadio di Wembley, è il Madison Square Garden di New York. Keith Moon, il batterista e cantante, non c'era nemmeno nel 1985, però stasera canta con loro direttamente dal mega schermo, buonanima.

09 dicembre 2012

DIARIO MINIMO DA MIAMI - 8 - Art Basel Miami Beach 2012

Va avanti e indietro nervosamente. La giacca è azzurra, il cellulare attaccato all'orecchio, il pantalone nero stretto alle caviglie, le ciabatte infradito. Ciabatte infradito, a dicembre poi... Ok, fa caldo, è pure tornata l'umidità, e me ne sono accorto stamattina, perché ho lasciato il passaporto sul tavolo del soggiorno e si è accartocciato durante la notte. Ma qui basta buttare l'occhio in giro per capire che a Miami nessun uomo porterebbe con nonchalance delle ciabatte infradito. È evidente, non può che essere italiano. Anzi, sai che ti dico? Sarà un gallerista milanese, fammi sentire un po'.

08 dicembre 2012

DIARIO MINIMO DA MIAMI - 7 - Darwin e il buco allo stomaco

Un buon padre di famiglia, all'una di notte, dovrebbe già essere a dormire. Ma le pratiche per l'immigrazione mi hanno stressato al punto da non riuscire a chiudere occhio. E poi abbiamo pranzato alle cinque, uccidendo la cena. E domani è sabato. Quindi, non c'è ragione per non farmi un panino.
In America il panino è una religione nazionale. 

05 dicembre 2012

DIARIO MINIMO DA SAN FRANCISCO - 3 - Casa mia, casa mia

Helen e Adrian hanno lasciato l'Inghilterra per la Silicon Valley. Vivevano non molto distante da Londra, dove Rachel era andata a trovarli un paio d'anni fa. Adesso vivono a Los Gatos, vicino a San Josè, perché Adrian ha trovato lavoro in Google. È un ingegnere, segue uno dei tanti filoni sui quali a Mountain View stanno investendo, cioè quello della compressione dei video per portare la tv su YouTube. A dire il vero, lui vorrebbe cambiare mestiere e non fare più l'ingegnere. Ancora non sa cosa, ma intanto ci pensa. Helen, invece, è una musicista.