Incontri pomeridiani nel parco lungo il Po
Sono vestiti completamente di nero e hanno capelli neri, lei lunghi sulle spalle, lui molto corti. Sono neri anche gli occhiali con cui si proteggono dal sole.
Camminano per un po' mano nella mano, nella stessa direzione della corrente. Poi entrambi estraggono le loro macchine fotografiche e iniziano a riprendere la sponda opposta del fiume. Scatti su scatti, si immortalano anche a vicenda e non chiedono aiuto a nessuno. A dire il vero, seduto sulla pacchina, sono l'unico negli immediati paraggi che potrebbe far loro una fotografia.
Sembrano giapponesi, e non solo perché continuano a torturare quegli otturatori. Sono sicuramente asiatici, forse sono solo due ragazzi dell'invisibile comunità cinese.
Si avvicina silenziosamente alle loro spalle, attratto da qualcosa che ha intravisto tra le foglie secche, ricordo dell'autunno ben lontano. La sua maglietta bianca lo fa risaltare ancor di più tra le due sagome nere, ma i due ragazzi non si accorgono della sua presenza, perché si muove con passi piccoli e leggeri.
Come un artigiano che maneggia senza nemmeno pensarci gli attrezzi del mestiere, lui impugna con naturalezza la sua pistola.
D'un tratto, un urlo lo richiama all'ordine.
E lui corre via, dalla sua mamma.
[ technorati tag: fiume, Po, Torino, parco, gente, bambini ]
14 aprile 2009
10 aprile 2009
Dura lex
La fisica nel lavandino
Forse è questione di scarsa concentrazione, vai a sapere.
Sto fissando il lavandino, anche con una certa insistenza, ma la situazione non muta.
Quasi perdo la pazienza.
Serve qualcuno che abbia dimestichezza coi numeri, le formule, i teoremi...
Ho bisogno di un conforto scientifico.
"Ma i corpi non si penetrano?".
"No".
Niente.
I piatti li devo proprio lavare
[ technorati tag: forse sotto... faccende domestiche ? ]
Forse è questione di scarsa concentrazione, vai a sapere.
Sto fissando il lavandino, anche con una certa insistenza, ma la situazione non muta.
Quasi perdo la pazienza.
Serve qualcuno che abbia dimestichezza coi numeri, le formule, i teoremi...
Ho bisogno di un conforto scientifico.
"Ma i corpi non si penetrano?".
"No".
Niente.
I piatti li devo proprio lavare
[ technorati tag: forse sotto... faccende domestiche ? ]
09 aprile 2009
Naturalmente bello
Donne al bar
"Linee guida per la redazione e l’uso delle carte della vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento".
Non riesco a capire nemmeno il titolo.
Forse non fa al caso mio, posso evitare di scaricarlo.
Almeno, così credo.
Da mezz'ora mi muovo tra i documenti più disparati, cercando inutilmente l'ispirazione per finire la premessa ad una proposta di progetto.
Un po' come avviene con una tesi: non serve quello che scrivi nel bel mezzo, devi concentrarti su quelle poche pagine iniziali di introduzione. Le uniche che il tuo relatore si degnerà di leggere. Forse.
Cerco l'ispirazione provando a farmi largo tra i suoni fastidiosi propinati da uno dei tanti banali network radiofonici. Quasi vado a chiedere ai camerieri di cambiare stazione.
Mentre mi ostino a cercare un'idea fuori dalla mia testa, osservo due signore sedute ad un tavolino non distante dal mio.
Il latte macchiato, il vestito a fiori, i capelli tenuti con la fascia, le calze bianche, il maglione grigio chiaro.
Le sto fissando da parecchio.
Sono così... così... naturali.
Che Belle.
Nello stesso momento, alla radio qualcuno ha cercato una colonna sonora per questi miei pensieri.
La voglio come Biancaneve
coi sette nani,
noiosa come una canzone
degli "Intillimani"
Prendila te quella col cervello,
che s'innamori di te
quella che fa carriera,
quella col pisello e la bandiera nera
la cantatrice calva
e la barricadera
che non c'è mai la sera...
Voglio una donna, mi basta che non legga Freud,
dammi una donna così
che l'assicuro ai "Lioyd"
Prendila te la signorina Rambo
che s'innamori di te
'sta specie di canguro
che fa l'amore a tempo
che fa la corsa all'oro
veloce come il lampo
tenera come un muro
padrona del futuro...
Prendila te quella che fa il "Leasing"
che s'innamori di te
la Capitana Nemo,
quella che va al "Briefing"
perché lei e' del ramo,
e viene via dal Meeting
stronza come un uomo
sola come un uomo
La premessa è ancora lì, non è avanzata d'una riga.
Anche per lei è ora di cena.
[ technorati tag: bellezza, donne ]
Non riesco a capire nemmeno il titolo.
Forse non fa al caso mio, posso evitare di scaricarlo.
Almeno, così credo.
Da mezz'ora mi muovo tra i documenti più disparati, cercando inutilmente l'ispirazione per finire la premessa ad una proposta di progetto.
Un po' come avviene con una tesi: non serve quello che scrivi nel bel mezzo, devi concentrarti su quelle poche pagine iniziali di introduzione. Le uniche che il tuo relatore si degnerà di leggere. Forse.
Cerco l'ispirazione provando a farmi largo tra i suoni fastidiosi propinati da uno dei tanti banali network radiofonici. Quasi vado a chiedere ai camerieri di cambiare stazione.
Mentre mi ostino a cercare un'idea fuori dalla mia testa, osservo due signore sedute ad un tavolino non distante dal mio.
Il latte macchiato, il vestito a fiori, i capelli tenuti con la fascia, le calze bianche, il maglione grigio chiaro.
Le sto fissando da parecchio.
Sono così... così... naturali.
Che Belle.
Nello stesso momento, alla radio qualcuno ha cercato una colonna sonora per questi miei pensieri.
La voglio come Biancaneve
coi sette nani,
noiosa come una canzone
degli "Intillimani"
Prendila te quella col cervello,
che s'innamori di te
quella che fa carriera,
quella col pisello e la bandiera nera
la cantatrice calva
e la barricadera
che non c'è mai la sera...
Voglio una donna, mi basta che non legga Freud,
dammi una donna così
che l'assicuro ai "Lioyd"
Prendila te la signorina Rambo
che s'innamori di te
'sta specie di canguro
che fa l'amore a tempo
che fa la corsa all'oro
veloce come il lampo
tenera come un muro
padrona del futuro...
Prendila te quella che fa il "Leasing"
che s'innamori di te
la Capitana Nemo,
quella che va al "Briefing"
perché lei e' del ramo,
e viene via dal Meeting
stronza come un uomo
sola come un uomo
La premessa è ancora lì, non è avanzata d'una riga.
Anche per lei è ora di cena.
[ technorati tag: bellezza, donne ]
08 aprile 2009
La cosa giusta
Semplice parcheggio? Molto di più
"What's wrong with that?"
Sto in questa casa da due anni e ancora non ho fatto l'abbonamento per il parcheggio riservato ai residenti. Perché fare oggi una cosa che posso fare domani?
E poi c'è da metter mano al portafogli e cacciare quaranta euro all'anno. Dico: una signora cifra, o forse solo una signorina, per avere il privilegio di parcheggiare l'auto in un raggio di qualche centinaio di metri senza sborsare, durante la giornata, un euro e trenta all'ora.
40 quotidiani, 40 caffè, 10 birre medie, 4 concerti underground, 10 film d'essai, 3 cene da Parìn, 360 ore di collegamento internet con la chiavetta, 9 fiordilatte di Agerola, 10 coni di calamari fritti, un anno di ingressi illimitati a mostre e musei, la saga dei Malaussene in formato economico o una sontuosa cena cinese per due a Belleville. Solo per stare sull'egoista e non prendere in considerazione la beneficenza nemmeno da lontano.
"What's wrong with that?"
È il segreto di almeno tre grandi condomìni. Sulla strada si affacciano due garage, uno è sfitto da anni. Chi è più fortunato e lesto può lasciare la sua macchina davanti al garage sfitto, dove non ci sono le strisce blu del parcheggio a pagamento. A rigore, la lascia davanti ad un passo carraio. Ma in due anni ho visto una sola multa dei vigili. Probabilmente, la vendetta di qualcuno.
In mattinata, di ritorno da Porta Nuova, ho impiegato mezz'ora e poco meno di un euro di metano per trovare parcheggio a 15 minuti di suola da casa mia, in una delle poche zone gratuite. Una vera botta di fortuna, perché in quell'area si concentrano 4 ospedali e molte strade secondarie sono bloccate dai cantieri della metro.
"What's wrong with that?"
Così, quando al rientro da cena ho visto lo spazio libero davanti al garage sfitto, proprio sotto casa, me ne sono venuto fuori con un “e vai!” degno d'un rigore segnato all'ultimo minuto nel derby. Poiché non vedo una vittoria nel derby da anni, e tanto meno su rigore in Cesarini, il mio entusiasmo non era per niente fuori luogo.
Non c'era verso di staccarmi dal volante. Mi sono goduto la mia conquista, anche lei per niente effimera.
Prima un lunghissimo Paul Mc Cartney, poi Electric Light Orchestra, e ancora George Benson. La pubblicità promette il meglio della musica soul e rock. Vero, posso confermare.
Rimarrei in macchina ancora a lungo con la radio accesa, proprio ora che è partito Santana ed è cretino troncarlo a metà. Ma la mia tosse inizia sovrastarlo, ci vuole un bicchiere di latte caldo e miele. Da qualche sera a questa parte la tosse mi rimbocca le coperte. Forse dovrei farmi prescrivere qualcosa. O forse no.
"What's wrong with that?
I'd like to know,
'cause here I go again".
[ technorati tag: parcheggio, scelte ]
"What's wrong with that?"
Sto in questa casa da due anni e ancora non ho fatto l'abbonamento per il parcheggio riservato ai residenti. Perché fare oggi una cosa che posso fare domani?
E poi c'è da metter mano al portafogli e cacciare quaranta euro all'anno. Dico: una signora cifra, o forse solo una signorina, per avere il privilegio di parcheggiare l'auto in un raggio di qualche centinaio di metri senza sborsare, durante la giornata, un euro e trenta all'ora.
40 quotidiani, 40 caffè, 10 birre medie, 4 concerti underground, 10 film d'essai, 3 cene da Parìn, 360 ore di collegamento internet con la chiavetta, 9 fiordilatte di Agerola, 10 coni di calamari fritti, un anno di ingressi illimitati a mostre e musei, la saga dei Malaussene in formato economico o una sontuosa cena cinese per due a Belleville. Solo per stare sull'egoista e non prendere in considerazione la beneficenza nemmeno da lontano.
"What's wrong with that?"
È il segreto di almeno tre grandi condomìni. Sulla strada si affacciano due garage, uno è sfitto da anni. Chi è più fortunato e lesto può lasciare la sua macchina davanti al garage sfitto, dove non ci sono le strisce blu del parcheggio a pagamento. A rigore, la lascia davanti ad un passo carraio. Ma in due anni ho visto una sola multa dei vigili. Probabilmente, la vendetta di qualcuno.
In mattinata, di ritorno da Porta Nuova, ho impiegato mezz'ora e poco meno di un euro di metano per trovare parcheggio a 15 minuti di suola da casa mia, in una delle poche zone gratuite. Una vera botta di fortuna, perché in quell'area si concentrano 4 ospedali e molte strade secondarie sono bloccate dai cantieri della metro.
"What's wrong with that?"
Così, quando al rientro da cena ho visto lo spazio libero davanti al garage sfitto, proprio sotto casa, me ne sono venuto fuori con un “e vai!” degno d'un rigore segnato all'ultimo minuto nel derby. Poiché non vedo una vittoria nel derby da anni, e tanto meno su rigore in Cesarini, il mio entusiasmo non era per niente fuori luogo.
Non c'era verso di staccarmi dal volante. Mi sono goduto la mia conquista, anche lei per niente effimera.
Prima un lunghissimo Paul Mc Cartney, poi Electric Light Orchestra, e ancora George Benson. La pubblicità promette il meglio della musica soul e rock. Vero, posso confermare.
Rimarrei in macchina ancora a lungo con la radio accesa, proprio ora che è partito Santana ed è cretino troncarlo a metà. Ma la mia tosse inizia sovrastarlo, ci vuole un bicchiere di latte caldo e miele. Da qualche sera a questa parte la tosse mi rimbocca le coperte. Forse dovrei farmi prescrivere qualcosa. O forse no.
"What's wrong with that?
I'd like to know,
'cause here I go again".
[ technorati tag: parcheggio, scelte ]
06 aprile 2009
Silenzio
Al cinema è tutto più facile
Speciale.
Si fa presto a dirlo.
Mica facile trovare una persona veramente speciale.
Magari sono solo pochi istanti che sembrano interminabili, ma rimani in silenzio e osservi gli occhi della persona che hai di fronte a te.
A cena, davanti a un caffè, in tram.
"Perchè mi guardi in quel modo?".
Forse Tarantino non aveva le idee chiare sulle persone speciali.
O forse non è lui a sbagliare.
[ technorati tag: silenzio, sguardi, dialoghi ]
Speciale.
Si fa presto a dirlo.
Mica facile trovare una persona veramente speciale.
MIA: non odi tutto questo?
VINCENT: odio cosa?
MIA: i silenzi che mettono a disagio… perche’ sentiamo la necessita di chiaccherare di puttanate per sentirci piu’ a nostro agio?
VINCENT: non lo so… e’ un’ottima domanda.
MIA: e’ solo allora che sai d’aver trovato qualcuno davvero speciale… quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento, e condividere il silenzio in santa pace.
VINCENT: ma, non credo che siamo gia’ arrivati a
questo, ma non te la prendere, ci conosciamo appena...
("Pulp Fiction", Quentin Tarantino, 1994)
Magari sono solo pochi istanti che sembrano interminabili, ma rimani in silenzio e osservi gli occhi della persona che hai di fronte a te.
A cena, davanti a un caffè, in tram.
"Perchè mi guardi in quel modo?".
Forse Tarantino non aveva le idee chiare sulle persone speciali.
O forse non è lui a sbagliare.
[ technorati tag: silenzio, sguardi, dialoghi ]
30 marzo 2009
Rivelazione
Ontologia e banali gesti quotidiani
Chiudo l'ultimo bottone e rimango immobile per qualche istante, in piedi, con lo sguardo perso nel vuoto.
Il vuoto.
Come ho fatto a non farci caso prima?
Il vuoto...
Mesi di domande, e mai la risposta.
Era davanti al naso e non riuscivo a vederla.
Riempire una scatola, riempire uno stadio, riempire di felicità, riempire di coccole, riempire di improperi, riempire di mazzate, riempire un modulo.
Riempire.
Per riempire... serve il vuoto.
Ah, si, devo tirare l'acqua.
[technorati tag: pieno, vuoto]
Chiudo l'ultimo bottone e rimango immobile per qualche istante, in piedi, con lo sguardo perso nel vuoto.
Il vuoto.
Come ho fatto a non farci caso prima?
Il vuoto...
Mesi di domande, e mai la risposta.
Era davanti al naso e non riuscivo a vederla.
Riempire una scatola, riempire uno stadio, riempire di felicità, riempire di coccole, riempire di improperi, riempire di mazzate, riempire un modulo.
Riempire.
Per riempire... serve il vuoto.
Ah, si, devo tirare l'acqua.
[technorati tag: pieno, vuoto]
26 marzo 2009
Febbre del giovedì sera
All nite long
Sabato? Out.
Venerdì? Anche lì, sempre più ragazzini.
Rimane giovedì, ma senza esagerare, ché il giorno dopo è pur sempre di lavoro.
La serata dancehall nella succursale della mia vecchia scuola elementare c'ha lasciati un po' così. Forse siamo noi che iniziamo a sentirci fuori luogo nei centri sociali.
Oggi c'è aria di riscatto.
Palidda si lascia convincere senza troppo sforzo. Non vuol far tardi, ché domani è giornata d'udienza e il pm sarà pure onorario (cioè pagato una miseria) ma mica può arrivare in aula con le occhiaie.
Non resta che corrompere anche PapaCiccio. Si, vabbè, è il buon padre di famiglia così come se lo immagina il Codice Civile. Ma le scarpette non le ha ancora appese al chiodo e il pilates può andare bellamente a farsi...
"Ragazzo, che fai stasera? Tv? Su Sky danno la versione magiara di Holyday on Ice? Puoi rinunciarci".
"Però è coi sottotitoli in polacco...".
"Dice che allo Spazio 211 c'è Gudrun Gut, la Sacerdotessa della techno. Arriva dritta dritta dagli Einsturzende Neubauten. Dice che scuoterà Barriera di Milano".
"Ah, beh... se c'è la Sacerdotessa...".
E poi viene da Berlino. Dico: ma s'è mai visto qualcuno che faccia techno e che non venga da Berlino o da Detroit? Cioè, s'è mai sentito di un guru della techno che arriva da Trofarello?
No, Trofarello no. Ma Cavour è poi mica così distante... E dalla terra sacra delle mele arriva Mauro Picotto, gloria nazionale di stanza a Londra. Qualche nite-mega s'è pure goduta dalle nostre parti.
"A Berlino che giorno è? Se poi la nebbia entra anche dai muri...".
Oh, Papa... a proposito di guru. Ad aprile, a Venaria, c'è pure il guru della drum 'n bass.
Squarepusher, un nome che lascia pochi dubbi, sembra quasi che gliel'abbia dato l'Epifanio di "Uomo d'acqua dolce".
Si, è scattato il conto alla rovescia per Les Nuits Sonores.
Lione, stiamo arrivando...
[technorati tag: Gudrun Gut, techno, Spazio 211]
Sabato? Out.
Venerdì? Anche lì, sempre più ragazzini.
Rimane giovedì, ma senza esagerare, ché il giorno dopo è pur sempre di lavoro.
La serata dancehall nella succursale della mia vecchia scuola elementare c'ha lasciati un po' così. Forse siamo noi che iniziamo a sentirci fuori luogo nei centri sociali.
Oggi c'è aria di riscatto.
Palidda si lascia convincere senza troppo sforzo. Non vuol far tardi, ché domani è giornata d'udienza e il pm sarà pure onorario (cioè pagato una miseria) ma mica può arrivare in aula con le occhiaie.
Non resta che corrompere anche PapaCiccio. Si, vabbè, è il buon padre di famiglia così come se lo immagina il Codice Civile. Ma le scarpette non le ha ancora appese al chiodo e il pilates può andare bellamente a farsi...
"Ragazzo, che fai stasera? Tv? Su Sky danno la versione magiara di Holyday on Ice? Puoi rinunciarci".
"Però è coi sottotitoli in polacco...".
"Dice che allo Spazio 211 c'è Gudrun Gut, la Sacerdotessa della techno. Arriva dritta dritta dagli Einsturzende Neubauten. Dice che scuoterà Barriera di Milano".
"Ah, beh... se c'è la Sacerdotessa...".
E poi viene da Berlino. Dico: ma s'è mai visto qualcuno che faccia techno e che non venga da Berlino o da Detroit? Cioè, s'è mai sentito di un guru della techno che arriva da Trofarello?
No, Trofarello no. Ma Cavour è poi mica così distante... E dalla terra sacra delle mele arriva Mauro Picotto, gloria nazionale di stanza a Londra. Qualche nite-mega s'è pure goduta dalle nostre parti.
"A Berlino che giorno è? Se poi la nebbia entra anche dai muri...".
Oh, Papa... a proposito di guru. Ad aprile, a Venaria, c'è pure il guru della drum 'n bass.
Squarepusher, un nome che lascia pochi dubbi, sembra quasi che gliel'abbia dato l'Epifanio di "Uomo d'acqua dolce".
Si, è scattato il conto alla rovescia per Les Nuits Sonores.
Lione, stiamo arrivando...
[technorati tag: Gudrun Gut, techno, Spazio 211]
23 marzo 2009
Cani che abbaiano
Quant'è difficile fare pace
"In questa stagione di nuovi inizi, vorrei parlare chiaramente.
Abbiamo serie divergenze che sono cresciute nel tempo.
Affrontare tutte le questione aperte...
Costruire legami che siano costruttivi...
Cerchiamo di impegnarci con onestà e rispetto".
"Lo slogan del cambiamento.
Ma nessun cambiamento è visibile nella pratica.
Cessato di gettare fango?
Teso la mano...
Che senso ha quando la mano è di ferro, e di velluto c'è solo un guanto sottile?
Se dovessero davvero cambiare, allora anche il nostro comportamento cambierebbe".
Minacce di guerra, contrasti aspri, violenze verbali, rancori non sopiti, muri invalicabili.
Col tempo le posizioni si irrigidiscono ancora di più e la diplomazia deve muoversi lentamente, per non fare ulteriori danni.
I Capi di Stato non hanno molta fantasia: imitano alla precisione gli esseri umani.
Almeno quelli adulti.

www.tmcm.com
(technorati tag: Obama, Khamenei, liti, diplomazia, pace)
"In questa stagione di nuovi inizi, vorrei parlare chiaramente.
Abbiamo serie divergenze che sono cresciute nel tempo.
Affrontare tutte le questione aperte...
Costruire legami che siano costruttivi...
Cerchiamo di impegnarci con onestà e rispetto".
"Lo slogan del cambiamento.
Ma nessun cambiamento è visibile nella pratica.
Cessato di gettare fango?
Teso la mano...
Che senso ha quando la mano è di ferro, e di velluto c'è solo un guanto sottile?
Se dovessero davvero cambiare, allora anche il nostro comportamento cambierebbe".
Minacce di guerra, contrasti aspri, violenze verbali, rancori non sopiti, muri invalicabili.
Col tempo le posizioni si irrigidiscono ancora di più e la diplomazia deve muoversi lentamente, per non fare ulteriori danni.
I Capi di Stato non hanno molta fantasia: imitano alla precisione gli esseri umani.
Almeno quelli adulti.

www.tmcm.com
(technorati tag: Obama, Khamenei, liti, diplomazia, pace)
22 marzo 2009
Giulia? Non esce la sera
L'amore (è) infantile
"Ciao gatto, ciao cane, ciao giochi".
Saluta agitando la mano, ed è attentissimo a non dimenticare nessuno.
Giovanni ha solo due anni ed è già tal quale suo padre: un piccolo svizzero, ordinato e preciso.
Da buon svizzero apprezza pure gli orologi. A cena continua ad osservare il mio e sprizza tutta la sua gioia solo quando glielo metto al polso, stringendo il più possibile il cinturino.
Lui non ha il benché minimo sospetto d'essere svizzero, forse perché nelle sue vene scorre pur sempre sangue mediterraneo. In piazza, nel pomeriggio, continuava a trottare da una parte all'altra, senza fermarsi un momento. Chiara, vestita di rosa dalla testa ai piedi, solo per non scordarsi d'essere una bimba, provava ad imitarlo, sporcandosi esattamente negli stessi punti.
Al momento dei saluti si sono avvicinati, uno di fronte all'altra, e si sono dati un bacio, sfiorandosi appena le labbra.
Chiara ancora non lo sa, ma le sue speranze sono mal riposte. Giovanni ha altro per la testa e i suoi occhi brillano al solo nome di Giulia, sua compagna di giochi ogni giorno.
Chissà come sarà mai questa Giul...
"Bella!".
Da qualche parte c'è sicuramente una bambina che non vede pure lei l'ora d'andare all'asilo.
(technorati tag: bambini, amore)
"Ciao gatto, ciao cane, ciao giochi".
Saluta agitando la mano, ed è attentissimo a non dimenticare nessuno.
Giovanni ha solo due anni ed è già tal quale suo padre: un piccolo svizzero, ordinato e preciso.
Da buon svizzero apprezza pure gli orologi. A cena continua ad osservare il mio e sprizza tutta la sua gioia solo quando glielo metto al polso, stringendo il più possibile il cinturino.
Lui non ha il benché minimo sospetto d'essere svizzero, forse perché nelle sue vene scorre pur sempre sangue mediterraneo. In piazza, nel pomeriggio, continuava a trottare da una parte all'altra, senza fermarsi un momento. Chiara, vestita di rosa dalla testa ai piedi, solo per non scordarsi d'essere una bimba, provava ad imitarlo, sporcandosi esattamente negli stessi punti.
Al momento dei saluti si sono avvicinati, uno di fronte all'altra, e si sono dati un bacio, sfiorandosi appena le labbra.
Chiara ancora non lo sa, ma le sue speranze sono mal riposte. Giovanni ha altro per la testa e i suoi occhi brillano al solo nome di Giulia, sua compagna di giochi ogni giorno.
Chissà come sarà mai questa Giul...
"Bella!".
Da qualche parte c'è sicuramente una bambina che non vede pure lei l'ora d'andare all'asilo.
(technorati tag: bambini, amore)
09 marzo 2009
Saperla lunga
Tecnologia empatica
Cellulare.
Messaggi. Scrivi nuovo. Sms.
Non proprio tutti i giorni, ma qualche volta ti può capitare di dover scrivere, riferendoti a te stesso, la parola "ego".
Il T9 ti ferma e ti suggerisce che potresti scrivere, in alternativa, "dio".
Io lo amo il T9.
[technorati tag: sms, T9, ego, Dio]
Cellulare.
Messaggi. Scrivi nuovo. Sms.
Non proprio tutti i giorni, ma qualche volta ti può capitare di dover scrivere, riferendoti a te stesso, la parola "ego".
Il T9 ti ferma e ti suggerisce che potresti scrivere, in alternativa, "dio".
Io lo amo il T9.
[technorati tag: sms, T9, ego, Dio]
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