30 marzo 2009

Rivelazione

Ontologia e banali gesti quotidiani

Chiudo l'ultimo bottone e rimango immobile per qualche istante, in piedi, con lo sguardo perso nel vuoto.

Il vuoto.
Come ho fatto a non farci caso prima?
Il vuoto...
Mesi di domande, e mai la risposta.
Era davanti al naso e non riuscivo a vederla.
Riempire una scatola, riempire uno stadio, riempire di felicità, riempire di coccole, riempire di improperi, riempire di mazzate, riempire un modulo.
Riempire.
Per riempire... serve il vuoto.

Ah, si, devo tirare l'acqua.

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26 marzo 2009

Febbre del giovedì sera

All nite long

Sabato? Out.
Venerdì? Anche lì, sempre più ragazzini.
Rimane giovedì, ma senza esagerare, ché il giorno dopo è pur sempre di lavoro.
La serata dancehall nella succursale della mia vecchia scuola elementare c'ha lasciati un po' così. Forse siamo noi che iniziamo a sentirci fuori luogo nei centri sociali.
Oggi c'è aria di riscatto.
Palidda si lascia convincere senza troppo sforzo. Non vuol far tardi, ché domani è giornata d'udienza e il pm sarà pure onorario (cioè pagato una miseria) ma mica può arrivare in aula con le occhiaie.
Non resta che corrompere anche PapaCiccio. Si, vabbè, è il buon padre di famiglia così come se lo immagina il Codice Civile. Ma le scarpette non le ha ancora appese al chiodo e il pilates può andare bellamente a farsi...
"Ragazzo, che fai stasera? Tv? Su Sky danno la versione magiara di Holyday on Ice? Puoi rinunciarci".
"Però è coi sottotitoli in polacco...".
"Dice che allo Spazio 211 c'è Gudrun Gut, la Sacerdotessa della techno. Arriva dritta dritta dagli Einsturzende Neubauten. Dice che scuoterà Barriera di Milano".
"Ah, beh... se c'è la Sacerdotessa...".
E poi viene da Berlino. Dico: ma s'è mai visto qualcuno che faccia techno e che non venga da Berlino o da Detroit? Cioè, s'è mai sentito di un guru della techno che arriva da Trofarello?
No, Trofarello no. Ma Cavour è poi mica così distante... E dalla terra sacra delle mele arriva Mauro Picotto, gloria nazionale di stanza a Londra. Qualche nite-mega s'è pure goduta dalle nostre parti.

"A Berlino che giorno è? Se poi la nebbia entra anche dai muri...".

Oh, Papa... a proposito di guru. Ad aprile, a Venaria, c'è pure il guru della drum 'n bass.
Squarepusher, un nome che lascia pochi dubbi, sembra quasi che gliel'abbia dato l'Epifanio di "Uomo d'acqua dolce".
Si, è scattato il conto alla rovescia per Les Nuits Sonores.
Lione, stiamo arrivando...

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23 marzo 2009

Cani che abbaiano

Quant'è difficile fare pace

"In questa stagione di nuovi inizi, vorrei parlare chiaramente.
Abbiamo serie divergenze che sono cresciute nel tempo.
Affrontare tutte le questione aperte...
Costruire legami che siano costruttivi...
Cerchiamo di impegnarci con onestà e rispetto".

"Lo slogan del cambiamento.
Ma nessun cambiamento è visibile nella pratica.
Cessato di gettare fango?
Teso la mano...
Che senso ha quando la mano è di ferro, e di velluto c'è solo un guanto sottile?
Se dovessero davvero cambiare, allora anche il nostro comportamento cambierebbe".

Minacce di guerra, contrasti aspri, violenze verbali, rancori non sopiti, muri invalicabili.
Col tempo le posizioni si irrigidiscono ancora di più e la diplomazia deve muoversi lentamente, per non fare ulteriori danni.
I Capi di Stato non hanno molta fantasia: imitano alla precisione gli esseri umani.
Almeno quelli adulti.


www.tmcm.com

















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22 marzo 2009

Giulia? Non esce la sera

L'amore (è) infantile

"Ciao gatto, ciao cane, ciao giochi".
Saluta agitando la mano, ed è attentissimo a non dimenticare nessuno.
Giovanni ha solo due anni ed è già tal quale suo padre: un piccolo svizzero, ordinato e preciso.
Da buon svizzero apprezza pure gli orologi. A cena continua ad osservare il mio e sprizza tutta la sua gioia solo quando glielo metto al polso, stringendo il più possibile il cinturino.
Lui non ha il benché minimo sospetto d'essere svizzero, forse perché nelle sue vene scorre pur sempre sangue mediterraneo. In piazza, nel pomeriggio, continuava a trottare da una parte all'altra, senza fermarsi un momento. Chiara, vestita di rosa dalla testa ai piedi, solo per non scordarsi d'essere una bimba, provava ad imitarlo, sporcandosi esattamente negli stessi punti.
Al momento dei saluti si sono avvicinati, uno di fronte all'altra, e si sono dati un bacio, sfiorandosi appena le labbra.
Chiara ancora non lo sa, ma le sue speranze sono mal riposte. Giovanni ha altro per la testa e i suoi occhi brillano al solo nome di Giulia, sua compagna di giochi ogni giorno.
Chissà come sarà mai questa Giul...
"Bella!".
Da qualche parte c'è sicuramente una bambina che non vede pure lei l'ora d'andare all'asilo.

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09 marzo 2009

Saperla lunga

Tecnologia empatica

Cellulare.
Messaggi. Scrivi nuovo. Sms.
Non proprio tutti i giorni, ma qualche volta ti può capitare di dover scrivere, riferendoti a te stesso, la parola "ego".
Il T9 ti ferma e ti suggerisce che potresti scrivere, in alternativa, "dio".
Io lo amo il T9.

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04 febbraio 2009

Must

Essere sempre nei giri giusti

Per fare affari, per conoscere la prossima amante, per trovare il lavoro che paga di più.
Bisogna conoscere le persone giuste.
Sono tutto, le relazioni. C'è gente che del networking ha fatto la sua professione.

Tutti ti ripetono la stessa domenada: "e tu ci sei?".
Su Facebook? No.
Per contare davvero devi essere nell'archivio di Genchi...

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27 gennaio 2009

Telelavoro e teledivagazioni

Pausa caffè

Messa in sicurezza, superfund, anagrafe dei siti inquinati.
Sento la frittata che sale dallo stomaco alle palpebre.
Si, "chi inquina paga".
Rifiuti pericolosi, non pericolosi, inerti.
Non riesco a lavorare, serve un caffè.
Alzo il volume della radio.

Time was on my side
When I was running down the street
It was so fine, fine, fine
A suitcase and an old guitar
And something new to occupy
My mind, mind, mind
You see you were born, born
Born to be alive
Born to be alive)

Chi l'ha richiesta al dj voleva ricordare i suoi diciott'anni. Io all'epoca ero in quinta elementare. Una mia compagna di classe organizzò una festa e passammo tutto il pomeriggio ad ascoltarla senza sosta: quel povero mangiadischi avrà chiesto pieta e noi fummo insensibili.

Lavorare da casa ha i suoi innegabili vantaggi. Dover lavare la caffettiera non è tra quelli. Magari mi metto le scarpe e scendo al bar.

The Love Shack is a little old place where we can get together
Love Shack baby, Love Shack bay-bee!!

A proposito di baracche. Se i B52 avessero visto la mia cucina adesso...
Suona il cellulare.
"Piè, ma non dovevi essere già ad Aosta?".
"Macchè, ho la schiena bloccata. Ho spalato la neve venerdì... Non m'è venuta l'influenza ma è anche peggio. E non posso uscire fino alle otto".
"Ah, mi pareva d'aver visto Brunetta girare con la pistola per il quartiere...".

Sono il re della pazienza
Ce l’ho in testa la corona

Sicuro che non sono io.

Sono il re dei troppi errori, dei pensieri messi fuori

Si, così mi piace.
Lavo la caffettiera.


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13 gennaio 2009

Serendipity

Imprevisti delle scoperte non cercate

“È solo una questione di pregiudizi e paura. L'analisi può essere davvero utile: ad alcuni, per esempio, può servire per accrescere l'autostima. E poi è importante perché non ti cambia, ma ti aiuta ad accettarti per quello che sei, ti aiuta a capire come sei”.
Ah.
E se scopro d'essere cretino?

[cerca su Technorati altri blog che, magari pure seriamente, parlano di o di ]

11 gennaio 2009

Fiocchi D'Avena

E' importante sapersi ricredere

Altro che Zecchino d'oro, io volevo andare a vedere Bob Marley allo Stadio Comunale. Odiavo le canzoni per bambini, le canzoni dei cartoni animati. Odiavo ancor di più chi le cantava.
Però non ricordavo mica che Cristina D'Avena avesse delle tette così grandi.
Altrimenti...

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09 gennaio 2009

Il sole bacia i belli

E secca le...

“Nessuno mi ha mai aiutato”.
“Capisco, Professore, ma io ho rispettato tutte le propedeuticità... ho dato gli esami di penale... è stato un errore formale... le chiedo solo di...”.
Avrei dovuto capirlo, era iniziata col piede storto da subito. Frequentavo poco l'università e avevo scarsa dimestichezza con i diversi dipartimenti, che praticamente non avevo mai visto. Figurarsi quelli esterni alla facoltà, come era l'istituto di medicina legale. Avevo cercato ingenuamente l'indirizzo sulle guida del telefono ed ero finito dritto negli ambulatori delle autopsie, dove mi aveva aperto la porta un figuro con i guanti sporchi di non voglia saper cosa. Dopo aver circumnavigato l'isolato, vicino al fiume completamente avvolto dalla nebbia, sono finalmente riuscito a presentarmi davanti all'esimio luminare di medicina legale. All'epoca era anche un volto abbastanza noto, causa passaggi televisivi legati ai suoi interessi per il carbonio 14 e la sindone.
M'ero accorto dell'errore solo solo a cose fatte: avevo sostenuto il suo esame con un anno d'anticipo sul mio piano di studi. L'errore era evidente, innegabile. Ma era un errore puramente formale, perché avevo già passato gli esami di diritto penale considerati necessari per il superamento. Niente da fare, era stato irremovibile: non mi avrebbe aiutato e avrei dovuto aspettare un anno prima di tornare all'appello.
“Nessuno mi ha mai aiutato...”. Che tristezza.
Da quel giorno non l'ho più visto. Spiegai al preside di facoltà il mio errore e la risposta del professore. Il preside mi invitò a chiudere la porta del suo ufficio e ad avvicinarmi alla sua scrivania con il mio piano di studi. Prese un penna e con due frecce ristabilì un po' buon senso in quella stupida vicenda.
I medici legali me li immagino così: scorbutici, gelidi, privi di qualunque umana pulsione.
Questa qui, invece, buca la televisione.
Ha i capelli rossi, la voce sensuale e lo sguardo malizioso. Sa quello che vuole: si presenta al nuovo commissario e dopo qualche secondo è già lì che lo invita a trascorrere la serata con lei. Ovviamente, anche lui ha fascino: capelli un po' lunghi, veste casual, arriva nella campagna toscana dalla grande città del Nord, ha la fama d'essere uno sciupafemmine e al corso da commissario copiava i compiti dalla sua compagna di banco. Ovviamente, la compagna di banco lo amava, mentre lui se la faceva con la migliore amica di lei. Ovviamente, il commissario e la compagna di banco si ritrovano per caso nello stesso commissariato, ché l'Italia sarà pure grande ma gira e rigira ti ritrovi sempre sotto gli stessi campanili. Ovviamente, lui è sorpreso di vedere quanto sia diventata gnocca la sua vecchia compagna di banco, ché all'epoca del corso era bruttarella e per quello lui se l'era fatta con la migliore amica di lei. Ovviamente, la compagna di banco 'sta cosa della migliore amica se l'era legata al dito e appena rivede il commissario gli molla uno schiaffo davanti a tutto il commissariato. Ovviamente...
E poi, per qualche minuto, ci sono i denti sempre bianchi, le caramelle che creano una “er-ection” alla gola, e i rampolli di casa Savoia che si preparano a fare qualche marchetta ballando il sabato sera.
Il commissario si riprende lo schermo ma mica riesce a capire perché la sua ex compagna di banco manifesti cotanto astio nei suoi confronti (tradotto: perché se la tira da bestia e non gliela molla?). E, come non bastasse, la compagna di banco è pure diventata più brava di lui: è un'esperta nelle analisi delle scene del delitto. Però è rimasta solo un semplice ispettore e non ha passato il concorso da commissario, ché questo è pur sempre un telefilm italiano, mica un reportage sulle pari opportunità e la meritocrazia nella polizia scandinava. E in Italia siamo al passo coi tempi, i nostri delitti si evolvono, seguono la nuova morale. Così, alla faccia degli integralismi religiosi, nella prima serata del primo canale nazionale c'è pure spazio per l'omicidio di consenziente.
Comunque c'ho poco da far sarcasmo. Avrei potuto cambiare canale, ma non ho resistito, erano così tutti belli e carini...

"Eri così carino eri così carino
Pigro di testa e ben vestito
Senza blue jeans eri carino
Proprio un amore di ragazzino"