Soldi ben spesi
"Una Moretti, grazie".
Cazzo però, oggi non ho toccato verdura...
"Mi da anche due involtini primavera?".
Già che arrivo a casa alle dieci passate, almeno mi concedo una cena ignorante. Gli involtini unti sono l'antipasto.
Faccio emulsionare per benino due tuorli d'uovo.
La pasta corta è al dente, la pancetta affumicata della mia marca danese preferita è croccante.
All'appello rispondono il pecorino (rigorosamente romano) e il pepe. Tanto pepe: se non diventa nera non è carbonara, è pappa per infanti. Anche se qui, "giù al nord", trovi immancabilmente qualcuno che chiede: "ma tu il pepe lo metti?". Mah, fai un po' te, néh... E' come togliere l'anima all'aglio della bagna caoda.
Ripenso all'aperitivo di questa sera: davvero contagiosi i miei interlocutori, nel loro entusiasmo e nella loro indignazione.
Ho appreso che sono sufficienti 3 milioni di euro per inserire al lavoro 50 persone.
Tremilionidieuro... diconsi... t-r-e-m-i-l-i-o-n-i.... di E-U-R-O....
Best practice?
Il mio abaco non ha abbastanza palline per contare.
Consoliamoci. Da questa settimana "I Cesaroni" sono in edicola con Oggi. E con il Corriere della Sera.
P.S. Big One, questo post è per te. Che preferiresti leggere un blog su... com'era? Charles Bronson?
P.S.2 "Cosa pretendi da un Paese che ha la form..."*
*Il doveroso tributo per le citazioni va a Roberto "Freak" Antoni.
Se esiste un'entità metafisica protettrice della Demenzialità (o anche solo della Demenza), possa avere sempre in gloria il suo Vate più ortodosso.
tag: Involtini primavera, carbonara, Politiche attive del lavoro, Freak Antoni, demenzialità
28 maggio 2008
24 maggio 2008
Elle
Lezione di funzione pubblica
Come ogni macchina burocratica che si rispetti sembra più concentrata su se stessa e non sui bisogni di chi pensa d'avere il diritto riconosciuto di servirsene.
Qualche ingranaggio della macchina non rispetta questa regola: è fuori posto ma non riesce ad incepparla a tal punto da suggerirne al Manovratore la rottamazione e la sostituzione con un modello più recente, magari importato dal Nord Europa, dove la parola welfare non è solo un vezzo di qualche ministro lumbard.
Nei manuali sull'organizzazione c'è il capitolo dedicato al cambiamento, e uno dei suoi paragrafi principali, parla dell'immancabile resistenza al cambiamento. O anche solo della salvaguardia del proprio orticello.
E il manuale sembra conoscere perfettamente le Tre Grazie: Grazia, Graziella e Grazie al...
Il manuale non conosce, invece, Elle Grande ed Elle Piccola.
Elle Grande vive da sola con la figlia Elle Piccola, da quando il papà ha deciso d'andar via di casa.
“E' proprio un bel nome il tuo, lo sai? Io e la mamma dobbiamo parlare e mentre tu le stai in braccio puoi disegnare, ti va? Ecco la carta e una penna”. Deve ancora compiere 6 anni, Elle Piccola, a settembre andrà a scuola. Ma sa già scrivere il suo nome.
Elle Grande ha i capelli neri e gli occhi scuri. Elle piccola ha i capelli biondi e gli occhi azzurri. Ma lo capisci lo stesso che sono mamma e figlia: hanno lo stesso sorriso.
Non è facile crescere da sola una figlia. E se il lavoro va e viene è ancora più difficile.
Adesso arriva anche la beffa: la sfortuna di Elle Grande non è codificata nel rigido elenco delle sfortune beneficiate dal Progetto Salvifico.
Non ci credo... giro e rigiro il Progetto, in un lungo e in largo. Niente da fare, Elle Grande non ha requisiti.
“Signora, mi dispiace ma non posso...”.
Mi guarda sorridendo sconsolata
Chiamo un mio collega.
“Senti, il Progetto parla chiaro... però... possiamo ugualmente fare qualcosa”.
Il mio collega è il più giovane tra noi. Ma capisce le cose al volo.
Intanto Elle Piccola continua a disegnare.
“Che cos'è questo che hai fatto?”
“...un cuore spezzato...”
“Un cuore spezzato??? Ah.... hai spezzato il cuore di qualche tuo compagno di scuola?”.
Silenzio, Elle Piccola non mi risponde.
Allora Elle Grande: “Di chi è questo cuore spezzato? Di Filippo?”
“No”.
“Di Matteo?”.
“No”.
“E di chi è allora?”.
Elle Piccola abbassa la testa, sorride e indicando me dice: “del signore...”.
Ma pensa te...
Si, Elle Piccola, mi hai spezzato il cuore.
Meriti quella biro e quella gomma.
Al diavolo il peculato.
[P.s. Dopo lunghe settimane di silenzio, questo post è dedicato a una persona che legge spesso il blog e ha imparato a memoria le foto della sua lontana Torino...]
tag: Pubblica Amministrazione, Welfare, bambini
Come ogni macchina burocratica che si rispetti sembra più concentrata su se stessa e non sui bisogni di chi pensa d'avere il diritto riconosciuto di servirsene.
Qualche ingranaggio della macchina non rispetta questa regola: è fuori posto ma non riesce ad incepparla a tal punto da suggerirne al Manovratore la rottamazione e la sostituzione con un modello più recente, magari importato dal Nord Europa, dove la parola welfare non è solo un vezzo di qualche ministro lumbard.
Nei manuali sull'organizzazione c'è il capitolo dedicato al cambiamento, e uno dei suoi paragrafi principali, parla dell'immancabile resistenza al cambiamento. O anche solo della salvaguardia del proprio orticello.
E il manuale sembra conoscere perfettamente le Tre Grazie: Grazia, Graziella e Grazie al...
Il manuale non conosce, invece, Elle Grande ed Elle Piccola.
Elle Grande vive da sola con la figlia Elle Piccola, da quando il papà ha deciso d'andar via di casa.
“E' proprio un bel nome il tuo, lo sai? Io e la mamma dobbiamo parlare e mentre tu le stai in braccio puoi disegnare, ti va? Ecco la carta e una penna”. Deve ancora compiere 6 anni, Elle Piccola, a settembre andrà a scuola. Ma sa già scrivere il suo nome.
Elle Grande ha i capelli neri e gli occhi scuri. Elle piccola ha i capelli biondi e gli occhi azzurri. Ma lo capisci lo stesso che sono mamma e figlia: hanno lo stesso sorriso.
Non è facile crescere da sola una figlia. E se il lavoro va e viene è ancora più difficile.
Adesso arriva anche la beffa: la sfortuna di Elle Grande non è codificata nel rigido elenco delle sfortune beneficiate dal Progetto Salvifico.
Non ci credo... giro e rigiro il Progetto, in un lungo e in largo. Niente da fare, Elle Grande non ha requisiti.
“Signora, mi dispiace ma non posso...”.
Mi guarda sorridendo sconsolata
Chiamo un mio collega.
“Senti, il Progetto parla chiaro... però... possiamo ugualmente fare qualcosa”.
Il mio collega è il più giovane tra noi. Ma capisce le cose al volo.
“Che cos'è questo che hai fatto?”
“...un cuore spezzato...”
“Un cuore spezzato??? Ah.... hai spezzato il cuore di qualche tuo compagno di scuola?”.
Silenzio, Elle Piccola non mi risponde.
Allora Elle Grande: “Di chi è questo cuore spezzato? Di Filippo?”
“No”.
“Di Matteo?”.
“No”.
“E di chi è allora?”.
Elle Piccola abbassa la testa, sorride e indicando me dice: “del signore...”.
Ma pensa te...
Si, Elle Piccola, mi hai spezzato il cuore.
Meriti quella biro e quella gomma.
Al diavolo il peculato.
[P.s. Dopo lunghe settimane di silenzio, questo post è dedicato a una persona che legge spesso il blog e ha imparato a memoria le foto della sua lontana Torino...]
tag: Pubblica Amministrazione, Welfare, bambini
05 aprile 2008
Gente di Torino
Un intruso con la macchina fotografica
Nessuna ambizione, solo curiosità e gioco...



tag: Torino, fotografie, persone, città
Nessuna ambizione, solo curiosità e gioco...



tag: Torino, fotografie, persone, città
03 aprile 2008
Meriggiare pallido e assorto
L'irresistibile piacere d'origliare le madame...
"Certo, in via XX Settembre il marocchino lo fanno meno acquoso, néh? Forse perché questi ragazzi son nuovi.
Se ascoltavo mio papà, lui era ufficiale... sposarsi con una guerra in mezzo, io avevo 20 anni lui 22...
E' sempre sola? Io non me la ricorda 'sta signora sì. O è morto o è in qualche ospedale?
Se io volessi farmi cremare a Cavoretto, poi mi porterebbero al cimitero generale, ché lì c'è la musica e tutto il resto. Se devono aprire la cassa, tirar fuori la salma e poi andare sulla graticola!
Che pullman prendi per tornare a casa? Il 58?".
Una ventata d'aria fresca per le mie orecchie.
Il Caffè di Roma non tradisce.
tag: caffè, vecchi
"Certo, in via XX Settembre il marocchino lo fanno meno acquoso, néh? Forse perché questi ragazzi son nuovi.
Se ascoltavo mio papà, lui era ufficiale... sposarsi con una guerra in mezzo, io avevo 20 anni lui 22...
E' sempre sola? Io non me la ricorda 'sta signora sì. O è morto o è in qualche ospedale?
Se io volessi farmi cremare a Cavoretto, poi mi porterebbero al cimitero generale, ché lì c'è la musica e tutto il resto. Se devono aprire la cassa, tirar fuori la salma e poi andare sulla graticola!
Che pullman prendi per tornare a casa? Il 58?".
Una ventata d'aria fresca per le mie orecchie.
Il Caffè di Roma non tradisce.
tag: caffè, vecchi
24 marzo 2008
Toc-toc...
Rivoluzione nella colonna sonora quotidiana
Per ora se ne sta in disparte.
E' arrivata quatta quatta, intimidita dalla Pasqua sovrastante.
Ma laicamente è risorta la Primavera.
E' tempo di radicali cambiamenti.
E allora dico arrivederci al tema di Ennio Morricone per "La donna della domenica".
Da oggi accolgo i cari e vecchi House of Pain.
Sarà l'intro di "Jump around" ad avvisarmi che è arrivato un sms...
tag: cambiamento, sms, Jump around
Per ora se ne sta in disparte.
E' arrivata quatta quatta, intimidita dalla Pasqua sovrastante.
Ma laicamente è risorta la Primavera.
E' tempo di radicali cambiamenti.
E allora dico arrivederci al tema di Ennio Morricone per "La donna della domenica".
Da oggi accolgo i cari e vecchi House of Pain.Sarà l'intro di "Jump around" ad avvisarmi che è arrivato un sms...
tag: cambiamento, sms, Jump around
15 marzo 2008
Il Gabinetto del Dottor Spedalieri
Esperimenti in cucina e codice della strada
E se dopo mi ferma la polizia e mi fa il palloncino?
"But I feel good!".
Con che faccia gli dico che è colpa del risotto?
"But I feel high...
No, agente, non era risotto al Barolo. No, non avevo neanche la salsiccia.
A dire il vero m'è rimasto del vino dalla cena dell'altra sera, che' avevo pure fatto del risotto con la zucca. E stasera volevo farmi della Pasta alla Norma, ma non avevo la ricotta salata. Così ho pres.... ah, non le interessa? Il vino, dice. Si, del Buttafuoco. L'ha mai sentito? E' un caratteristico rosso ottenuto dalla vinificazione della Croatina in dosato uvaggio con Barbera e Uva Rara. Si può produrre, come da rigido disciplinare, da uve provenienti solamente da sette comuni dell'Oltrepò Pavese. Almeno, questo dice l'etichetta...
Il risotto l'ho praticamente cotto nel vino e me ne sono calato due porzioni. Un po' salato, se devo essere sincero. Forse bastava mezzo dado... Ma c'ho bevuto su dell'altro Buttafuoco, appunto...".
Magari dopo, in birreria, prenderò un'acqua tonica.
tag: risotto, vino, Buttafuoco, Groove Armada
E se dopo mi ferma la polizia e mi fa il palloncino?
"But I feel good!".
Con che faccia gli dico che è colpa del risotto?
"But I feel high...
No, agente, non era risotto al Barolo. No, non avevo neanche la salsiccia.
A dire il vero m'è rimasto del vino dalla cena dell'altra sera, che' avevo pure fatto del risotto con la zucca. E stasera volevo farmi della Pasta alla Norma, ma non avevo la ricotta salata. Così ho pres.... ah, non le interessa? Il vino, dice. Si, del Buttafuoco. L'ha mai sentito? E' un caratteristico rosso ottenuto dalla vinificazione della Croatina in dosato uvaggio con Barbera e Uva Rara. Si può produrre, come da rigido disciplinare, da uve provenienti solamente da sette comuni dell'Oltrepò Pavese. Almeno, questo dice l'etichetta...
Il risotto l'ho praticamente cotto nel vino e me ne sono calato due porzioni. Un po' salato, se devo essere sincero. Forse bastava mezzo dado... Ma c'ho bevuto su dell'altro Buttafuoco, appunto...".
Magari dopo, in birreria, prenderò un'acqua tonica.
tag: risotto, vino, Buttafuoco, Groove Armada
08 marzo 2008
Infrazioni
Buoni motivi per festeggiare la prossima settimana
Rob... possiamo darci del tu, vero?
Non è la prima volta che parlo di te, qualcuno potrebbe iniziare a pensare che io abbia delle percentuali sul tuo lavoro. Oppure potrebbe dubitare della mia buona fede quando dico che non credo agli oroscopi. Al diavolo!
Che dici di questa settimana?
"Questa è la Settimana del cuore infranto, Ariete. Anche se oggi il tuo cuore non è a pezzi, sicuramente in passato è successo".
Che allegria... Scusa... e perché mai dovrei festeggiare?
"Perché dovresti festeggiare? Perché il cuore infranto è una delle cose migliori che ti possano capitare".
Spiegati un po'...
"Rafforza la tua umiltà, rendendoti più intelligente".
Ahemmm... stai cercando di dirmi che non sarei così intelligente?
"Ti fa provare sentimenti profondi che non pensavi di poter provare. Rompe quei meccanismi di difesa che ti impediscono di apprezzare la segreta bellezza del mondo".
Difesa? Ma se mi butto sempre a capofitto!
"Ti spinge anche a fare più attenzione al cuore degli altri per creare in futuro forme d'intimità più intelligenti".
Aridanghete! Intelligenza, sempre l'intelligenza... Forse hai ragione, non sono così intelligente.
Lanciarsi nel vuoto è pura adrenalina, rende euforici. Gli altri si intravedono appena e se ne ha un'immagine distorta. Peccato che lo si capisca solo alla fine del lancio.
"In definitiva, un cuore infranto è un dono che ti aiuta ad aprire gli occhi sulle cose a te più care".
Sarà come dici tu, ma di certi regali farei volentieri a meno...
Ce l'ho io, invece, un buon motivo per festeggiare.
Fra un po' si cambia stagione. E' tempo d'aprire i cassetti e mettere da parte quello che non serve più.
Anzi, meglio buttarlo.
tag: Rob Brezsny, oroscopo, cuore, cambiamento
Rob... possiamo darci del tu, vero?
Non è la prima volta che parlo di te, qualcuno potrebbe iniziare a pensare che io abbia delle percentuali sul tuo lavoro. Oppure potrebbe dubitare della mia buona fede quando dico che non credo agli oroscopi. Al diavolo!
Che dici di questa settimana?
"Questa è la Settimana del cuore infranto, Ariete. Anche se oggi il tuo cuore non è a pezzi, sicuramente in passato è successo".
Che allegria... Scusa... e perché mai dovrei festeggiare?
"Perché dovresti festeggiare? Perché il cuore infranto è una delle cose migliori che ti possano capitare".
Spiegati un po'...
"Rafforza la tua umiltà, rendendoti più intelligente".
Ahemmm... stai cercando di dirmi che non sarei così intelligente?
"Ti fa provare sentimenti profondi che non pensavi di poter provare. Rompe quei meccanismi di difesa che ti impediscono di apprezzare la segreta bellezza del mondo".
Difesa? Ma se mi butto sempre a capofitto!
"Ti spinge anche a fare più attenzione al cuore degli altri per creare in futuro forme d'intimità più intelligenti".
Aridanghete! Intelligenza, sempre l'intelligenza... Forse hai ragione, non sono così intelligente.
Lanciarsi nel vuoto è pura adrenalina, rende euforici. Gli altri si intravedono appena e se ne ha un'immagine distorta. Peccato che lo si capisca solo alla fine del lancio.
"In definitiva, un cuore infranto è un dono che ti aiuta ad aprire gli occhi sulle cose a te più care".
Sarà come dici tu, ma di certi regali farei volentieri a meno...
Ce l'ho io, invece, un buon motivo per festeggiare.
Fra un po' si cambia stagione. E' tempo d'aprire i cassetti e mettere da parte quello che non serve più.
Anzi, meglio buttarlo.
tag: Rob Brezsny, oroscopo, cuore, cambiamento
23 febbraio 2008
Nanomusica
Minuscoli prodigi
Un saluto sintetico al pubblico, un fulmineo sguardo d’intesa e si parte.
Entrambi portano jeans strappati sulle ginocchia, lui indossa una t-shirt nera, lei una verde e sopra ha pure una canottiera bianca con una piccola lumaca disegnata in fondo a sinistra. Lui ha lunghi capelli biondi, lei li ha castani e quando non imbraccia l’enorme basso li raccoglie timidamente dietro le orecchie. La voce di lei è acerba, quella di lui ha un tono di poco meno acuto, che si libera per rappare “Jump around”.
La “Sonic Youth” in miniatura: Ada ha 11 anni, suo fratello Ivan, il chitarrista, ne ha ben 13.
TINY MASTERS OF TODAY, arrivano da new York e sono accompagnati dai genitori e da un batterista più grande di loro, un vecchiaccio che dimostra almeno vent’anni. Sono due bambini che non giocano a fare i grandi ma se ne stanno sul palco a fare musica senza malizia. Alla fine del concerto si lasciano fotografare e firmano i loro piccoli manifesti.
Si, alle medie mi sarei sicuramente preso una cotta per un ragazzina come Ada e non sarei riuscito a spiaccicarle una parola che fosse una.
P.S. L'audio del video è indegno, quanto la ripresa, fatta col cellulare allo Spazio 211 di Torino ieri sera. E' solo una testimonianza da voyeur, tra la fine di un pezzo e l'inizio di un altro.
tag: TINY MASTERS OF TODAY, rock, bambini
Un saluto sintetico al pubblico, un fulmineo sguardo d’intesa e si parte.
Entrambi portano jeans strappati sulle ginocchia, lui indossa una t-shirt nera, lei una verde e sopra ha pure una canottiera bianca con una piccola lumaca disegnata in fondo a sinistra. Lui ha lunghi capelli biondi, lei li ha castani e quando non imbraccia l’enorme basso li raccoglie timidamente dietro le orecchie. La voce di lei è acerba, quella di lui ha un tono di poco meno acuto, che si libera per rappare “Jump around”.
La “Sonic Youth” in miniatura: Ada ha 11 anni, suo fratello Ivan, il chitarrista, ne ha ben 13.
TINY MASTERS OF TODAY, arrivano da new York e sono accompagnati dai genitori e da un batterista più grande di loro, un vecchiaccio che dimostra almeno vent’anni. Sono due bambini che non giocano a fare i grandi ma se ne stanno sul palco a fare musica senza malizia. Alla fine del concerto si lasciano fotografare e firmano i loro piccoli manifesti.
Si, alle medie mi sarei sicuramente preso una cotta per un ragazzina come Ada e non sarei riuscito a spiaccicarle una parola che fosse una.
P.S. L'audio del video è indegno, quanto la ripresa, fatta col cellulare allo Spazio 211 di Torino ieri sera. E' solo una testimonianza da voyeur, tra la fine di un pezzo e l'inizio di un altro.
tag: TINY MASTERS OF TODAY, rock, bambini
22 febbraio 2008
Catena alimentare
09 febbraio 2008
Carta canta
I muri cittadini sono una grande bacheca
Piazza Carlo Felice, Giardini Sambuy, proprio davanti alla Stazione Porta Nuova di Torino. C'è il laghetto, c'è l'erba tagliata di fresco, le panchine, la lunga cancellata in ferro che delimita il perimetro di quello che è un giardino come tanti.Come tanti altri è popolato dalla gente più disparata.O disperata, come chi ha lasciato questo post-it attaccato sopra la targa posto all'ingresso del giardino.
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)
Piazza Castello, luogo di ritrovo giovanile, soprattutto da quando l'area attorno a Palazzo Madama è stata pedonalizzata.
Piazza Carlo Felice, Giardini Sambuy, proprio davanti alla Stazione Porta Nuova di Torino. C'è il laghetto, c'è l'erba tagliata di fresco, le panchine, la lunga cancellata in ferro che delimita il perimetro di quello che è un giardino come tanti.Come tanti altri è popolato dalla gente più disparata.O disperata, come chi ha lasciato questo post-it attaccato sopra la targa posto all'ingresso del giardino.(cliccare sull'immagine per ingrandirla)
Piazza Castello, luogo di ritrovo giovanile, soprattutto da quando l'area attorno a Palazzo Madama è stata pedonalizzata. Le panchine e i diversi angoli della piazza disegnano una mappa precisa di mode, stili e di preferenze musicali.
"No nostalgici anni '80"...
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)
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