07 ottobre 2009
LE PAROLE POSSONO PURE VOLARE, MA...
29 settembre 2009
VICOLO CIECO
E si, perché questa roba va spiegata: tutto questo polpettone indistinto deve essere reso una pietanza appetibile, possibilmente già masticata e, magari, anche digerita. Si sa, la nostra attenzione è ridottissima, al terzo minuto d'ascolto iniziamo sbadigliare; e leggendo è ancora più facile, basta chiudere il libro o cliccare la crocetta in alto a destra. Serve il miracolo, lo slogan, la sintesi perfetta. Questa missione ai limiti del sensato ha pure un nome: business writing.
La sostanza non cambia. Da giorni devo trovare quelle poche paroline che convincano i miei interlocutori a investire davvero sullo sviluppo sostenibile, sulla tutela dell'ambiente e, prima di tutto, sulla salute della gente che compra l'insalata. “Lor Signori!! Venghino a me! Ho la soluzione ai problemi che mai vi siete posti, no, nemmeno nei vostri sogni peggiori. Da oggi potrete dotarvi di meravigliosi sistemi gestionali che renderanno un gioco il vostro monitoraggio ambientale (ché lo fate, vero, Lor Signori?) e più pulita la vostra comunque lucrosa attività. Che dite? V'ho conquistati??!”.
Macché, ancora non ne vengo fuori.
Apro il frigo. Patate, zucchine, pomodori, peperoni. Ci sono delle olive, dei capperi, l'origano che non può mancare.
Hai visto mai, cambiando ingredienti...
[technorati tag: lavoro, ambiente, rifiuti, discariche, marketing, parole, fantasia]
28 settembre 2009
VOLO A BASSA QUOTA
[technorati tag: Torino, Porta Palazzo]
10 settembre 2009
NO NEWS, GOOD NEWS
Non ho intenzione di attribuire colpe alla fine delle vacanze, alla ripresa del lavoro, no. Colpa del fatto che ho ricominciato a dormire cinque ore a notte? No. E' colpa dell'arancino palestinese mangiato a pranzo. Potevo accontentarmi del solo kebab, e invece...
E ora non è facile farsi spazio in questo accogliente ripostiglio che mi ostino a chiamare casa. Ci sono affezionato a queste quattro mura, davvero. C'erano, quando avevo bisogno di loro. E sono pure a modo con i miei ospiti. Ma è più forte di me, le tratto come fossero le mura di una magazzino. Si, credo che un qualunque capannone abbandonato sia oggetto di migliori attenzioni.
Giornali ovunque, scatole di tutte le dimensioni, panni che attendono la lavatrice come la festa patronale.
Pancetta al peperoncino, la solita leggerissima birra belga che beviamo solo io e gli slavi ubriachi del Lingotto, il pane di Eataly, il pomodoro dell'orto, condito con olio e origano. Non so perché lo chiamino origano, quest'erbetta secca. Ne ricordo uno che era buono davvero, origano anche con la g maiuscola. Forse era buono solo perché era stato raccolto per me.
"My life in the sunshine... everybody loves the sunshine".
Il sole è andato da un pezzo, su Radio Capital è finita l'ora di Vibe.
Esco, c'è un amico che mi aspetta.
20 agosto 2009
SARA'
Chatwin, in Patagonia, che avrebbe fatto?
12 agosto 2009
UN CORO PICCOLO DI PERSONE
Puoi sentire distintamente, dalla strada, i dialoghi di un telefilm alla tv.
Vista dalla sua base, la Mole sembra ancora più imponente e la cupola che sorregge la guglia diventa tozza.
In via Riberi, proprio sotto la Mole, ci sono alcune panchine di pietra. Tutt'intorno non si muove anima, è il deserto dell'ora di cena. Di tanto in tanto si vede un piccione o un turista con la sua digitale.
Mi è sempre piaciuta, via Riberi, perché il resto della città non s'accorge di lei.
È il luogo ideale per un'aggressione immotivata e senza preavviso alle spalle, per un bacio fugace o rubato, per un libro che ti fa ridere dalla prima pagina.
Ora chiudo il telefono e torno a leggere.
11 agosto 2009
VUOI PRENDERE PESO? CHIEDIMI COME!
Poiché non voglio che tutto il mio potenziale d'odio resti inespresso, cerco un altro bersaglio, possibilmente facile, ché siamo ad agosto e fa troppo caldo per le battaglie utili e intelligenti.
Trovato il bersaglio. A buon mercato e senza fastidiose implicazioni morali.
Prezzolati da due lire, schiavi volontari di una catena di sant'antonio che arrotonderà solo gli stipendi di chi li assolda. Li vedi ovunque, si moltiplicano come le mosche e i peggiori sono quelli che hanno corpi così sgraziati che ti chiedi con quale coraggio riescano a sfidare il ridicolo e appuntarsi al petto la spilletta con la quale si presentano agli occhi di chi li incrocia: VUOI PERDERE PESO? CHIEDIMI COME.
Se proprio c'è una cosa da chiedergli, è quella di levarsi dalla nostra vista.
Non bastavano i fanatici della palestra o dei fast food finto-salutisti. Non bastavano i propinatori del bisogno indotto d'assomigliare a calciatori impotenti o a modelle secche come un chiodo (al più, dotate di tette anti-gravitazionali).
No, adesso abbiamo anche quelli che ci vorrebbero ammorbare con sostituti del pasto e complessi multi-vitaminici.
Ma ci facciano il piacere!
Fermiamo questo contagio del buon senso e diffondiamo il verbo più ovvio che possa esistere: siamo fatti per mangiare e, possibilmente, pure tanto.
Certo, per ingrassare, meglio il culatello consigliato dallo Slow Food che il double-whopper di Burger King. Ma mica tutti possono spendere 90 euro al chilo per leccarsi le dita. Ognuno faccia secondo le proprie possibilità: alla equa redistribuzione delle ricchezze penseremo un'altra volta.
E allora, a colazione, solo biscotti danesi, pucciati nel latte intero.
La fettina piemontese? Solo al burro.
E se proprio la pizza va fritta, che lo sia almeno nello strutto...
"E ho detto tutto!".
05 agosto 2009
SAPORE DI SALE
Solo un'ora e sembrano già inseparabili. Quasi vicini d'ombrellone, non si erano notati per tutto il giorno.
Anche Valeria ha i capelli corti, quasi un caschetto, e gli occhi che ridono, ma è un po' più alta di Riccardo. È riuscita a stregarlo senza malizia e ora lui la insegue ovunque.
Si tuffano tra le onde che increspano il mare prima del tramonto e poi si rotolano insieme sulla sabbia.
Basta un secchiello per farli felici.
03 agosto 2009
C O O O L P A A A A ! ! !
Il Mostro ha fatto capolino nella nostra vacanza, inatteso, durante il rito familiare della colazione. Lui, il Senso di Colpa, s'è infilato nelle tazze del latte e minaccia di non andarsene mai più. Il Mostro non è sbruffone, sa quel che dice e mantiene quasi sempre la parola data.
Appena l'ho visto m'ha messo paura, mica storie. E per esorcizzarlo gli ho dato voce, quasi a sfidarlo se non a schernirlo.
"Bom-bom! Bom-bom!!!
C O O O L P A A A A A ! ! !".
Gli avevo detto il fatto suo, forse l'avevo convinto a starsene lontano da quelle 2 innocenti creature. Ma i bimbi moderni, si sa, son svegli come pochi...
"Deeniisss!!! Ci fai Coolpaaa??!".
"Siii! Daaaiii Deeeniiisss!!! Caaantiii Coooppaaa??!".
Miseria, ho creato una dipendenza. Quasi quasi mi sento in...
Tutta colpa del Biafra
A volte eri solo pieno. Oppure avevi solo i pensieri di traverso e aspettavi come una liberazione il momento in cui ti saresti potuto alzare da tavola e startene finalmente per conto tuo.
Ma appena ti lasciavi sfuggire di bocca: "non ho più fame", inesorabile calava la mannaia del senso di colpa. "Mangia! Pensa ai bambini africani che muoiono di fame!".
E non è che tu non ci pensassi, no. È che non vedevi il nesso. Era colpa tua se i bambini in Africa morivano per la fame? No, tu non avevi colpa, era già tanto se sapevi dove fosse l'Africa. Ma l'insinuazione era partita e non sarebbe rientrata: il senso di colpa ti si era appiccicato addosso per sempre. Un'intera generazione rovinata, l'ennesima.
"Paaapaaaà??! Non ne voglio piuù di laattee!!".
"Paaaaaapaaaaà!!!! Nooo laaattee anchiiioooo!!!".
No, non può succedere.
Per un attimo osservi i pargoli, poi ti giri e fissi incredulo il papà. No, non può dirlo. No, non lo pensa nemmeno. Con la sua gaia razionalità, farà semplicemente notare che bisogna bere il latte a colazione perché fa diventare grandi e forti e si possono fare un sacco di cose, tipo correre, saltare e...
"Bevete e basta! Ché ci siamo anche sacrificati noi per lasciarvelo!!".
Non ci credo, non è possibile.
Eccolo che si avvicina minaccioso, a passi lenti e pesanti. Il Mostro...
Bom-bom! Bom-bom!!
. . . C O O O L P A A A A ! ! ! !
Altri 2 innocenti rovinati.