11 agosto 2009

VUOI PRENDERE PESO? CHIEDIMI COME!

Elogio del grasso

Io li odio i nazisti dell'Illinois, e mi piacerebbe odiarli dal vero. Ma non vivo nell'Illinois e dalle nostre parti non è neppure semplice trovare un assembramento di nazisti su un ponte, da poter centrare con la macchina a tutta velocità per farli finire nel fiume.
Poiché non voglio che tutto il mio potenziale d'odio resti inespresso, cerco un altro bersaglio, possibilmente facile, ché siamo ad agosto e fa troppo caldo per le battaglie utili e intelligenti.
Trovato il bersaglio. A buon mercato e senza fastidiose implicazioni morali.
Prezzolati da due lire, schiavi volontari di una catena di sant'antonio che arrotonderà solo gli stipendi di chi li assolda. Li vedi ovunque, si moltiplicano come le mosche e i peggiori sono quelli che hanno corpi così sgraziati che ti chiedi con quale coraggio riescano a sfidare il ridicolo e appuntarsi al petto la spilletta con la quale si presentano agli occhi di chi li incrocia: VUOI PERDERE PESO? CHIEDIMI COME.
Se proprio c'è una cosa da chiedergli, è quella di levarsi dalla nostra vista.
Non bastavano i fanatici della palestra o dei fast food finto-salutisti. Non bastavano i propinatori del bisogno indotto d'assomigliare a calciatori impotenti o a modelle secche come un chiodo (al più, dotate di tette anti-gravitazionali).
No, adesso abbiamo anche quelli che ci vorrebbero ammorbare con sostituti del pasto e complessi multi-vitaminici.
Ma ci facciano il piacere!
Fermiamo questo contagio del buon senso e diffondiamo il verbo più ovvio che possa esistere: siamo fatti per mangiare e, possibilmente, pure tanto.
VUOI PRENDERE PESO? CHIEDIMI COME!
Certo, per ingrassare, meglio il culatello consigliato dallo Slow Food che il double-whopper di Burger King. Ma mica tutti possono spendere 90 euro al chilo per leccarsi le dita. Ognuno faccia secondo le proprie possibilità: alla equa redistribuzione delle ricchezze penseremo un'altra volta.
E allora, a colazione, solo biscotti danesi, pucciati nel latte intero.
La fettina piemontese? Solo al burro.
La mozzarella? Fiordilatte si, ma in carrozza.
E se proprio la pizza va fritta, che lo sia almeno nello strutto...
"E ho detto tutto!".

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05 agosto 2009

SAPORE DI SALE

Incontri al mare d'agosto

Solo un'ora e sembrano già inseparabili. Quasi vicini d'ombrellone, non si erano notati per tutto il giorno.
Anche Valeria ha i capelli corti, quasi un caschetto, e gli occhi che ridono, ma è un po' più alta di Riccardo. È riuscita a stregarlo senza malizia e ora lui la insegue ovunque.
Si tuffano tra le onde che increspano il mare prima del tramonto e poi si rotolano insieme sulla sabbia.
Basta un secchiello per farli felici.

03 agosto 2009

C O O O L P A A A A ! ! !

Come nasce un tormentone


Il Mostro ha fatto capolino nella nostra vacanza, inatteso, durante il rito familiare della colazione. Lui, il Senso di Colpa, s'è infilato nelle tazze del latte e minaccia di non andarsene mai più. Il Mostro non è sbruffone, sa quel che dice e mantiene quasi sempre la parola data.
Appena l'ho visto m'ha messo paura, mica storie. E per esorcizzarlo gli ho dato voce, quasi a sfidarlo se non a schernirlo.
"Bom-bom! Bom-bom!!!
C O O O L P A A A A A ! ! !".
Gli avevo detto il fatto suo, forse l'avevo convinto a starsene lontano da quelle 2 innocenti creature. Ma i bimbi moderni, si sa, son svegli come pochi...
"Deeniisss!!! Ci fai Coolpaaa??!".
"Siii! Daaaiii Deeeniiisss!!! Caaantiii Coooppaaa??!".
Miseria, ho creato una dipendenza. Quasi quasi mi sento in...

Tutta colpa del Biafra

Sensi di colpa


A volte eri solo pieno. Oppure avevi solo i pensieri di traverso e aspettavi come una liberazione il momento in cui ti saresti potuto alzare da tavola e startene finalmente per conto tuo.
Ma appena ti lasciavi sfuggire di bocca: "non ho più fame", inesorabile calava la mannaia del senso di colpa. "Mangia! Pensa ai bambini africani che muoiono di fame!".
E non è che tu non ci pensassi, no. È che non vedevi il nesso. Era colpa tua se i bambini in Africa morivano per la fame? No, tu non avevi colpa, era già tanto se sapevi dove fosse l'Africa. Ma l'insinuazione era partita e non sarebbe rientrata: il senso di colpa ti si era appiccicato addosso per sempre. Un'intera generazione rovinata, l'ennesima.
"Paaapaaaà??! Non ne voglio piuù di laattee!!".
"Paaaaaapaaaaà!!!! Nooo laaattee anchiiioooo!!!".
No, non può succedere.
Per un attimo osservi i pargoli, poi ti giri e fissi incredulo il papà. No, non può dirlo. No, non lo pensa nemmeno. Con la sua gaia razionalità, farà semplicemente notare che bisogna bere il latte a colazione perché fa diventare grandi e forti e si possono fare un sacco di cose, tipo correre, saltare e...
"Bevete e basta! Ché ci siamo anche sacrificati noi per lasciarvelo!!".
Non ci credo, non è possibile.
Eccolo che si avvicina minaccioso, a passi lenti e pesanti. Il Mostro...
Bom-bom! Bom-bom!!
. . . C O O O L P A A A A ! ! ! !
Altri 2 innocenti rovinati.

30 luglio 2009

"Doveè macchina Denis??!"

Pronti, partenza...


Pensato a lungo il viaggio dell'anno dei quaranta.

L'idea era una sola: sarebbe stato, a suo modo, davvero un viaggio epico.
Lo avevamo pensato al primo brevissimo tour con la Vespa, quello per andare a Marsiglia, Qualche anno dopo, di ritorno da Parigi e sempre con la stessa Vespa, avevamo spergiurato che l'avremmo fatto di sicuro. Non in Vespa, ci sarebbe mancato altro: troppo pigri, e pure un po' larghi per metterci sullo stesso sellino. Per il viaggio dei quaranta avremmo scelto un comodo (si fa per dire) Land Rover, da comprarsi rigorosamente usato.
Erano pronti anche il nome e l'itinerario: "TORINO-TORINO, VIA IL CAIRO", giro del bacino del Mediterraneo in senso anti orario.
Alla fine, l'anno dei quaranta è arrivato veloce. E senza nemmeno farci pensare, s'è portato via chi quel viaggio, forse, non l'avrebbe apprezzato poi così tanto. Sarebbe rimasta a casa a sbuffare, mentre io e il papà dei suoi piccoli saremmo stati a due passi dal deserto.
Quel viaggio lungo il Mediterraneo è rimandato a chissà quando.
Adesso puntiamo al Mediterraneo di Procida e nel fondo del mio zaino ho fatto spazio per un po' di malinconia.
E' tempo di partire: ci sono due piccoletti che stanno aspettando d'andare al mare...


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23 luglio 2009

Le buche più dure

Tempo di vacanze


Fumi di centrali termoelettriche, fabbriche chiuse per ferie forzate, magazzini giustamente abbandonati, giardini di periferia per nonni soli, silenziosi cimiteri di campagna, ospedali intatti per assenza di terremoto, strade afose di collina, spiagge libere di bicarbonato e mercurio, anguille e zanzare, tram coi finestrini bloccati...

Almeno il progetto di viaggio c'è.

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04 luglio 2009

Mai più senza

Dipendenze

Duomo di Cuneo, canonica. Il matrimonio più lungo di sempre. Me ne sto nascosto mentre Sandro fa le foto. Ci vorrebbe Twitter, ma sembra a terra. Che faccio?

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02 luglio 2009

01 luglio 2009

Tette? E' LA STAMPA, bellezza...

Lanciare il sasso e levar la mano

Errata corrige: il link alla "cartolina" del post precedente è stato rimosso.
Come volevasi dimostrare: un discreto paio di tette pubblicate sul sito dell'autorevole quotidiano nazionale con sede a Torino, vale a dire LA STAMPA, e.... zzzz....... uh??! Dicevo...?
Ah, si.
Indietro tutta, ragazzi. E la foto, ora, è sparita.
Patetico.

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Specchio dei Tempi

Anche LA BUGIARDA si adegua

Ponte Isabella. I fiorellini, il Po, la Mole Antonelliana.
E io sarei pure fortunato, perché questa cartolina si trova a cinque minuti di passeggiata dalla mia caverna.
Ehi, però... che ci fanno due tette nella cartolina?
Vedi, se oggi mi fossi accontentato della rassegna stampa del Comune di Torino, l'occhio si sarebbe perso la sua parte.

P.s. la sede de LA STAMPA e del suo giovane direttore di formazione professionale anglosassone si trova proprio lì a due passi.
Proprio vero: si lavora e si fatica, per il pane e...


[technorati tag: , , , , . E con quest'ultima tag dovrei garantirmi un bel po' di visite...]